Arena di Verona “Diva”

ARENA DI VERONA “DIVA” OFFICIAL AWARD

Da un’idea di Gianmarco Mazzi, amministratore delegato della società Arena di Verona S.r.l. e direttore artistico dell’Arena di Verona per i concerti “live” e gli eventi TV, è nata “Diva”, ovvero una statuetta originale e numerata rappresentativa dell’Arena di Verona, che viene donata come riconoscimento (official award) ad artisti italiani e internazionali e a personalità illustri che “danno vita” all’Anfiteatro. La prima Prova d’Artista è stata affidata al Sindaco di Verona, Federico Sboarina. Egli stesso ha poi omaggiato Carlo Conti della “Diva” n°1 (di 100) sul palco dell’Arena di Verona mercoledì 2 settembre in occasione dei SEAT MUSIC AWARDS.

ARENA DI VERONA “Diva” nasce da un’idea di Gianmarco Mazzi, direttore artistico e amministratore delegato di Arena di Verona Srl, con l’intento di avere un’opera di pregio, una creazione originale, rappresentativa dell’Arena di Verona, da poter donare come riconoscimento (official award) ad artisti italiani e internazionali ed a personalità illustri che diano vita all’Anfiteatro.

La scultura riproduce una divinità femminile, una “diva” per l’appunto, fiera e di buon auspicio, con l’Arena ad incoronarle il capo, ed è opera del Maestro Rudy Camatta. E’ realizzata in bronzo, con l’antica tecnica della fusione a cera persa, dalla storica Fonderia d’Arte Brustolin di Verona, che garantirà la produzione artigianale di ogni esemplare a valori di costo.

La statua ha tono e sfumature di colore che evocano la pietra dell’Arena, misura 34 centimetri di altezza e poggia su una base nera in legno, alta 7 centimetri, con un diametro di 12 centimetri nella parte inferiore e 10 nella parte superiore, fasciata da una placca d’argento che riporta intestazioni e crediti d’obbligo. L’opera pesa complessivamente 1 chilo e 900 grammi. Viene consegnata in una custodia di legno, accompagnata dal protocollo firmato dai due autori e dalla certificazione di autenticità.
Le prestazioni creative e artistiche del Maestro Rudy Camatta e di Gianmarco Mazzi sono rese e donate a titolo amichevole per Verona; a loro si deve la paternità intellettuale.

Il pregio dell’opera si riverbera sulla sua gestione.

Ne vengono fuse e certificate:
una prova d’artista (P.A.), affidata al Sindaco di Verona, Federico Sboarina;
quattro prove d’artista contrassegnate in numeri romani (I/IVP.A.– II/IVP.A.– III/IVP.A. – IV/IVP.A.);
otto primi pezzi numerati da 1 a 8 (1/8, 2/8, 3/8 e così via fino a 8/8);
cento pezzi numerati da 1 a 100 (1/100, 2/100, 3/100 e così via fino a 100/100).

Una volta conclusa la serie di esemplari, che non dovrà modificare il prototipo, l’opera non potrà più essere replicata. Ogni riproduzione, al di fuori del protocollo, è vietata.

I due autori, di concerto con il Sindaco di Verona e con motivazione, indicheranno di volta in volta le personalità destinatarie del riconoscimento. Di loro verrà conservata in apposito registro pubblico, anche digitale, testimonianza scritta ed eventualmente fotografica e filmata.

Hanno collaborato a vario titolo, e sempre in forma amichevole, i signori Roberto Benetti, Ariel Garagorri, Cecilia Baczynski, Michelangelo Camatta, Paolo Zanetti, Luciano Fioratti, Luca Bernardi, Ireneo Cortese, Stefano Valentino, Nicola Olivati.

 

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